C’è un modo di raccontare il volontariato che non passa dalle definizioni, ma dalle sensazioni. Per capirlo davvero, bisogna ascoltare chi lo vive. Abbiamo incontrato Claudia, volontaria Wendy di Peter Pan ODV, e le abbiamo chiesto cosa significhi, oggi, indossare quella maglietta verde.
Le sue parole arrivano così come sono nate: autentiche, intime, vere.
Claudia, che cosa vuol dire essere una Wendy?
«Essere Wendy significa ritrovare dentro di sé l’ingenuità e la spensieratezza dell’infanzia, ma con uno sguardo nuovo e più consapevole. È entrare davvero nell’Isola che non c’è, dove, guidati dall’energia travolgente dei nostri piccoli ospiti e dalla loro spontanea autenticità, impariamo a crescere e a osservare il mondo attraverso infinite sfumature.»
Le Wendy sono le volontarie e i volontari che, nella quotidianità di Peter Pan, si prendono cura del tempo dei bambini: il gioco, l’attesa, i pomeriggi che diventano avventure. Un ruolo che porta con sé responsabilità, ma anche un dono inatteso.
«Ogni bambino lascia sulla nostra maglietta da volontari una scritta, un disegno, un segno. Ma, senza saperlo, imprime anche dentro di noi colori diversi, fatti di emozioni sincere e ricordi che restano.»
Non è sempre facile, però.
«Non è sempre facile essere Wendy: come nella favola, siamo i più grandi, quelli a cui è affidata la responsabilità.»
Eppure, racconta Claudia, basta un gesto minuscolo per rimettere tutto al suo posto.
«Nel momento in cui una mano piccola cerca la tua, quando vieni invitata a far parte di un gioco e, un po’, anche della loro vita, tutto acquista senso.»
Una scelta che nasce presto
Il legame di Claudia con Peter Pan ODV comincia da giovanissima, quasi per caso.
«Ho scelto di fare volontariato perché sentivo dentro di me una spinta sincera ad aiutare e quando ho incontrato Peter Pan, quella sensazione ha trovato subito casa.»
«Ho conosciuto l’associazione a sedici anni, per un errore della mia mamma. Le chiesi dove un nostro parente facesse volontariato e lei, sbagliandosi, mi indicò Peter Pan. A dimostrazione che, a volte, anche gli errori sanno essere perfetti.»
All’epoca era troppo giovane per entrare. Ha aspettato il momento giusto, la formazione, la ripartenza dopo il Covid. E poi, finalmente, l’ingresso ufficiale.
«Sono entrata nell’équipe Maghi e Fate all’inizio di giugno 2022 e, a marzo dell’anno successivo, sono diventata Wendy.»
Imparare a lasciarsi guidare
Il primo giorno non è stato semplice.
«Ho varcato quella porta in punta di piedi, un po’ intimorita, con la paura di sbagliare e il dubbio di non riuscire a coinvolgere i bambini come avrei desiderato.»
La scoperta è arrivata subito: non servono piani perfetti.
«Ho capito che il segreto non sta nel fare programmi o nel costruire aspettative. I bambini sono una macchina creativa instancabile, fatta di energia, emozioni e idee.»
«Basta osservarli, seguirli, provare a guardare il mondo con i loro occhi per trasformare un pomeriggio in un’avventura senza fine.»
Una grande famiglia
A colpirla, fin da subito, è stato il senso di accoglienza.
«Mi sono sentita accolta sin da subito, come se fossi entrata davvero a far parte di una grande famiglia.»
«Alcune volontarie Coccodrillo di turno mi hanno presa sotto la loro ala protettrice, mentre le mamme mi hanno viziata con merende dal profumo zuccherino.»
I ricordi si accumulano, uno dopo l’altro.
«Dalla Pasqua ortodossa in Terza Stella, alle mattinate e ai pomeriggi di sole trascorsi a giocare in Prima Stella. I laboratori di cucina e d’arte, le partite interminabili, i balli di gruppo durante le feste.»
«Ogni momento condiviso con i bambini ha lasciato in me una piccola traccia.»
Crescere insieme
Il volontariato, racconta Claudia, è anche un luogo di crescita personale.
«Posso dire di essere cresciuta, in questi anni, con e grazie a Peter Pan.»
Non solo con i bambini, ma anche nel rapporto con i genitori.
«All’inizio ero spaventata dal dialogo con le mamme, poi è successo qualcosa: una mamma, dopo uno sfogo, mi ha abbracciata.»
«In quel momento ho capito che non servono sempre grandi parole. A volte basta ascoltare, esserci davvero.»
Un dono che resta
Alla fine, il senso profondo di essere volontario di Peter Pan sta tutto qui.
«Peter Pan ti cambia un po’. Ti insegna a dare senza aspettarti nulla, e a ricevere molto più di quanto immagini.»
«Peter Pan fa bene facendo del bene, e credo che questo sia un dono che non ha prezzo.»
Quella di Claudia è una storia tra tante. Le Wendy sono solo una delle 12 équipe di volontari che, ogni giorno, operano fianco a fianco per sostenere i bambini e gli adolescenti malati di cancro con le loro famiglie accolti da Peter Pan ODV.
Scopri di più sul volontariato e su come diventare parte di questa storia, visitando la pagina dedicata sul nostro sito https://www.peterpanodv.it/volontariato/.












