“HO TOLTO IL CVC” la storia di Anna e della sua famiglia

Lo dice guardando la telecamera, con la naturalezza dei suoi quattro anni.
Lo dice come si annuncia una conquista enorme, anche se per lei è semplicemente una frase felice:

“Lo sai? Ho tolto il CVC.”

Per Anna è un fatto.
Per la sua famiglia è un traguardo che sembrava lontanissimo.
Per chi l’ha accompagnata fin qui è l’inizio di un nuovo capitolo.

Tutto è iniziato con una tosse

“A maggio 2024 alla nostra Annetta venne diagnosticato il neuroblastoma. Si presentò tutto difficile da subito.”, racconta mamma Mara.

Prima c’era stata una tosse ricorrente. Non forte, ma insistente.
“Non guariva nonostante le terapie. Si puliva e poi ricompariva dopo una settimana, dieci giorni, senza febbre.”

Mara è di Vasto, in provincia di Chieti. Decide di portarla al pronto soccorso e chiede un RX al torace.

“Da lì, purtroppo, è partito tutto.”

Un mese e mezzo di ricovero all’ospedale. Anche la terapia intensiva.

“Quando con mio marito Marco uscivamo dall’Area Rossa, dove Anna trascorse circa un mese, avevamo lo sguardo perso nel vuoto. Non eravamo in grado di dirci una parola; sgorgavano solo lacrime. Eravamo disperati, perché la paura che Anna potesse non farcela era tanta.”

Eppure, dice la mamma, “quell’esserino voleva farcela”.
E così, passo dopo passo, la famiglia affronta tutte le tappe previste dal protocollo terapeutico.

Dopo il primo lungo ricovero, arrivano le dimissioni.

“Ci sentivamo smarrite ed in parte impaurite.”

Poi, a giugno 2024, l’arrivo nella Grande Casa di Peter Pan ODV.

“La mia esperienza con l’Associazione Peter Pan ha avuto inizio nel mese di giugno, quando, dopo un periodo di circa un mese e mezzo di ricovero presso il Bambin Gesù, mia figlia Anna ed io siamo state accolte”

Una stanza tutta per noi

“In quel momento di difficoltà, dolore e fragilità, in cui la nostra vita è cambiata all’improvviso, aver avuto il supporto dell’Associazione Peter Pan è stato fondamentale”

Una stanza privata. Ampi spazi comuni. Una cucina attrezzata.

“Quando penso all’Associazione Peter Pan, le parole che mi vengono immediatamente in mente sono aiuto, supporto, conforto, tutela, sicurezza, famiglia, casa… vita.”

“È stato un supporto non soltanto logistico, ma anche psicologico, relazionale e sociale”

Carlotta, la sorella poco più grande, è rimasta in Abruzzo per non stravolgere troppo la quotidianità. Con il papà raggiungeva Roma nei fine settimana. E quando potevano, le due sorelle dormivano insieme.

Anna lo racconta con la semplicità che solo i bambini hanno:

“Mi è piaciuto di più le bambole… i giocattolini… e i libri… la mia camera dove mia sorella dorme con me… mi piace tutto… e voglio bene a tutti i volontari.”

Poi manda un bacio alla telecamera: “Grazie Peter Pan che mi hai aiutato.”

Una casa che cura anche fuori dall’ospedale

I giorni non erano solo terapie e controlli.

“I bambini qui all’interno della Casa di Peter Pan possono svolgere tante attività, tanti laboratori creativi, di arte, di cucina, di yoga… grazie all’operato delle psicologhe, dello staff e dei tantissimi volontari sempre disponibili.”

Le navette per accompagnare Anna in ospedale. I momenti condivisi con altre famiglie. La possibilità di confrontarsi, confortarsi, non sentirsi isolati.

“Nella Casa di Peter Pan ho avuto la possibilità di incontrare molte famiglie che si trovano nella stessa situazione….ritrovarsi insieme fa affrontare meglio tante situazioni”.

Anche Carlotta, nel frattempo, con la sua carica ha assorbito Roma come se fosse di casa. La sua frase preferita? “Annamo bene annamo”, citando Sora Lella.

“Un traguardo che sembrava irraggiungibile”

Poi arriva quel giorno.

“A distanza di due anni finalmente siamo arrivati a un grandissimo traguardo con Anna e abbiamo rimosso il CVC.”

La voce di Mara si fa più lenta.

“Questo segna sicuramente l’inizio di un nuovo percorso per lei e per tutta la famiglia. È un po’ diviso lo spirito con cui siamo arrivati a questo traguardo… da un lato siamo molto, molto contenti. Perché questo significa che potremo tornare alla nostra vita normale. Dall’altro abbiamo una consapevolezza diversa.”

Perché in questi due anni hanno incontrato tante famiglie, tanti bambini, tante storie.

La vita la guardo con occhi diversi. “Non temere i momenti difficili. Il meglio viene da lì” Lo diceva Rita Levi-Montalcini e per me ha un significato concreto.

Resta “una gioia immensa”.
Un traguardo che per loro “è veramente tantissimo”.

“Non so come avremmo fatto”

Il papà con gli occhi lucidi:

“Le emozioni sono tante. Un bel traguardo. Vi ringraziamo per averci sostenuto durante questo percorso lungo e faticoso moralmente, psicologicamente. Non so come avremmo fatto senza di voi e senza il vostro supporto. Tutto ciò che è dentro Peter Pan è terapeutico.”

Mara aggiunge:

“Ci è stata tesa la mano nel momento in cui Anna e tutti noi avevamo davvero bisogno.”

Il ritorno a casa

Le immagini del rientro in Abruzzo hanno il sapore delle cose semplici: valigie, abbracci, la porta di casa che si riapre.

Alla domanda: “Siete contente di aver lasciato Roma?” Anna e Carlotta rispondono insieme: “Sì, ma tanto per i controlli andremo sempre da Peter Pan!”

Peter Pan resta “la nostra casa di Roma”, come la chiamano loro.
“Anche se abbiamo lasciato ufficialmente la grande Casa, ci sentiamo legati da un filo d’acciaio che non si spezzerà mai.”

“Credo che soltanto chi ha vissuto questa esperienza possa capire fino in fondo il senso vero e profondo di queste parole.”

Tutto torna a quella frase, detta con naturalezza: “Ho tolto il CVC.”

Per Anna è una notizia.
Per la sua famiglia è l’inizio di un tempo diverso.
Per noi è la conferma che ogni accoglienza è parte della cura.

E che alcune frasi, quando arrivano, valgono un intero cammino. 💚

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