Individuata da ricercatori italiani una molecola che potrebbe aiutare a battere una delle neoplasie piu’ frequenti tra i bambini, il medulloblastoma: si tratta della cosiddetta ‘chemiochina Cxcl3′ che in animali ha mostrato la capacita’ di arrestare la crescita del tumore. Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience e finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, e’ stato condotto dal team di Felice Tirone dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr), con l’Istituto di scienze neurologiche del Cnr e Fondazione Santa Lucia. L’utilizzo della chemiochina Cxcl3 come agente terapeutico nel medulloblastoma e’ stato brevettato dal Cnr. Gli esperti hanno scoperto che nel tumore Cxcl3 e’ ‘KO’, e che in sua assenza e’ impedita la naturale migrazione dei neuroni del cervelletto al cervello, fenomeno che si verifica in eta’ postnatale e che e’ compromesso nel medulloblastoma. I ricercatori hanno scoperto che, trattando con Cxcl3 il medulloblastoma, e’ possibile tornare a stimolare la migrazione dei precursori neuronali, anche di quelli in stadio pre-neoplastico, riducendo cosi’ l’estensione delle lesioni tumorali. C’e’ naturalmente ancora molto lavoro da fare, ma questi risultati aprono nuove e importanti prospettive terapeutiche, sostiene Tirone.
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