L’importanza di preservare la fertilità

Le giovani pazienti colpite da tumore non prendono provvedimenti per preservare la propria fertilità. A richiamare l’attenzione su questo dato, uno studio pubblicato on line su Cancer. Si stima che ogni anno solo negli Stati Uniti siano più di 120.000 le donne sotto i 50 anni che ricevono una diagnosi di tumore. Appare dunque evidente l’importanza di contrastare la sterilità indotta dalle terapie antitumorali. I protocolli medici consigliano tecnologie di riproduzione assistita come il congelamento dell’uovo e degli embrioni. Il team di Mitchell Rosen, ricercatrice della University of California-San Francisco ha esaminato 1.041 donne con diagnosi di tumore tra i 18 e i 40 anni; nello studio erano inclusi: leucemia, morbo di Hodgkin, linfoma non-Hodgkin, tumore al seno e gastrointestinale. 918 donne sono state trattate con terapie pericolose per la fertilità (chemioterapia, radioterapia pelvica, chirurgia pelvica o trapianto di midollo osseo), ma solo il 61% ha ricevuto una consulenza sui rischi del trattamento. «Anche se la percentuale di donne che ha ricevuto indicazioni riguardo ai rischi per la salute riproduttiva è aumentata negli ultimi anni, sono ancora molte quelle che non ricevono un’informazione adeguata sulle opzioni da adottare al momento della diagnosi» ha commentato Mitchell Rosen.

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