Con la cassetta degli attrezzi dentro la vita della Grande Casa

Roberto è un volontario dell’équipe Mastro Geppetto, il gruppo che si prende cura delle piccole manutenzioni ordinarie nelle case di Peter Pan. Tra una lavastoviglie che perde, un forno che non collabora e alcuni spettatori molto attenti, ci racconta una mattina di volontariato fatta di riparazioni, incontri e sorrisi.

«A Casa Peter Pan “timbrare il cartellino” è l’unica routine per un Mastro Geppetto; il resto della giornata è sempre una sorpresa.»

Gli interventi vengono infatti programmati con attenzione, ma gli imprevisti, come in tutte le case, sono dietro l’angolo: lampadine da sostituire, mobili da sistemare, elettrodomestici da riparare e tutti quei piccoli lavori necessari per mantenere accoglienti e funzionali gli spazi della Grande Casa.

Ogni turno si svolge nel cuore di una casa vissuta, tra famiglie che cucinano, bambini che giocano, persone che entrano ed escono e spettatori pronti a seguire con grande interesse ogni movimento del cacciavite.

«Qui, da Peter Pan, hai la percezione di essere davanti a un pubblico vero, che gioisce a ogni tua impresa, manco fossi San Giorgio contro il drago.»

Roberto lo ha sperimentato durante una delle sue mattine da Mastro Geppetto.

Il programma sembrava semplice: riparare una lavastoviglie e sostituire la guarnizione di un forno nella cucina di Seconda Stella.

«“Facile”, mi sono detto, “attrezzi e via”.»

Al suo arrivo, però, la cucina era già pienamente operativa. Erano appena le 9.30 e nell’aria si sentiva il profumo di una colazione decisamente sostanziosa, a base di cipolle, salsicce lucaniche e uova fritte.

«Lì ho intuito che l’impresa non sarebbe stata così facile…»

Tre piccoli spettatori intorno alla lavastoviglie

Il primo intervento riguardava la lavastoviglie. Roberto si è chinato per controllare il cestello, ma prima ancora di individuare l’origine della perdita si è ritrovato circondato da tre piccoli curiosi.

«Appena chinato per ispezionare il cestello, tre testoline si sono accalcate intorno a me per non perdersi lo spettacolo.»

I bambini non volevano lasciarsi sfuggire nemmeno un passaggio.

Trovare lo spazio per lavorare è diventato quasi più complicato che risolvere il guasto. Alla fine, però, la perdita è stata sistemata.

«A operazione conclusa, mi sono rivolto a loro fiero, con i pollici alzati, in cerca di applausi. Non sono mai arrivati, ma mi piace pensare che i miei piccoli fan si siano divertiti.»

Un intervento di manutenzione diventa così un momento condiviso, un piccolo diversivo capace di coinvolgere chi vive gli spazi della Grande Casa e di trasformarsi in un’occasione di incontro.

Il papà “davanti al cantiere” e la richiesta di aiuto

«Poi è toccato al forno.»

La nuova guarnizione non sembrava avere alcuna intenzione di entrare al proprio posto. Mentre Roberto cercava una soluzione, ha notato accanto a sé due piedi immobili: appartenevano a un papà che osservava attentamente il lavoro.

«Un paio di piedi indicavano chiaramente un papà intento a osservarmi come fa un pensionato davanti a un cantiere.»

Dopo diversi tentativi, Roberto ha deciso di coinvolgerlo.

«Mi arresi e chiesi aiuto al papà, che sembrava non aspettare altro.»

È bastato poco perché il papà individuasse il problema: la guarnizione era semplicemente troppo piccola per quel forno.

«Quando lo ringraziai notai un sottile velo di ironia sul suo viso, ma capii che in fondo anche lui si era un po’ divertito alle mie spalle, come i piccoli di prima. Un po’ di distrazione aiuta…»

In quella scena c’è qualcosa che va oltre una riparazione non riuscita.

Per qualche minuto quel papà è diventato parte della soluzione. Ha osservato, partecipato, dato una mano e si è sentito utile. Ha sorriso, anche un po’ alle spalle di Roberto, e per un momento ha potuto pensare ad altro.

Perché Peter Pan è anche questo: una casa in cui famiglie, volontari e operatori non si limitano a condividere gli stessi spazi, ma costruiscono ogni giorno legami, fiducia e sostegno reciproco. Una comunità che, attraverso i gesti più semplici, diventa una grande famiglia.

Prendersi cura delle strutture significa garantire ambienti sicuri, ordinati e funzionanti durante il difficile percorso di cura. Significa fare in modo che una cucina possa continuare a essere il luogo in cui preparare una colazione, ritrovarsi o cucinare qualcosa che ricordi casa.

Ma significa anche entrare, con rispetto, nella vita quotidiana delle famiglie.

A volte un intervento diventa uno spettacolo per tre bambini curiosi. Altre volte offre a un papà l’occasione di partecipare, sentirsi utile e concedersi un momento di leggerezza.

Roberto conclude la sua mezza giornata senza attribuirsi alcun merito speciale:

«Io, più che sembrare San Giorgio, ero stato Don Chisciotte.»

Forse. Ma anche una lavastoviglie riparata, un forno controllato e una risata nata intorno a una cassetta degli attrezzi contribuiscono a far sentire le famiglie accolte, sostenute e parte di una comunità.

E sono Parte della Cura.

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