Pet Therapy (IAA): benessere e relazioni nel percorso di Peter Pan

Cani, cavalli, asini, pecore. Qualche giro in bicicletta, una passeggiata nella natura e una giornata trascorsa insieme.

È iniziato così il nuovo ciclo di Pet Therapy, propriamente detti Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), di Peter Pan ODV, con una gita fuori porta che ha coinvolto bambini, ragazzi e famiglie.

Una giornata speciale, ma anche il punto di partenza di un percorso che a Peter Pan va avanti ormai da diversi anni.

“Stare insieme agli animali”

Gli Interventi Assistiti con gli Animali sono attività strutturate, condotte da professionisti formati e costruite intorno alla relazione tra persona e animale.

Marta, operatrice responsabile degli IAA a Peter Pan, li racconta così:

«Gli Interventi Assistiti con gli Animali non sono semplici momenti di svago, ma veri e propri percorsi relazionali ed emozionali strutturati con cura».

Negli incontri che si svolgono alla Grande Casa, bambini e ragazzi possono avvicinarsi ai cani, accarezzarli, guidarli, giocare con loro e prendersene cura.

«Il bambino è libero di interagire, accarezzare, guidare e prendersi cura del cane, sperimentando un ruolo attivo e di grande soddisfazione».

La relazione con l’animale può favorire rilassamento, fiducia, espressione delle emozioni e momenti di leggerezza. Gli studi sugli IAA stanno approfondendo proprio questo potenziale e suggeriscono effetti positivi sul benessere emotivo di bambini e adolescenti.

Ma c’è un aspetto che, incontro dopo incontro, a Peter Pan si osserva molto concretamente: quando un bambino si sente più sereno e libero di entrare in relazione con un animale, spesso diventa più facile anche aprirsi a ciò che gli sta intorno.

Un cane può attirare uno sguardo, rompere un silenzio, creare una curiosità condivisa. Un’attività fatta insieme può far nascere una conversazione tra bambini o tra genitori.

L’animale diventa così un facilitatore della relazione, non soltanto con sé stesso ma anche con gli altri.

Una nuova stagione cominciata fuori Casa

È anche per questo che Peter Pan ha scelto di inaugurare il nuovo ciclo con una giornata nella natura.

Accanto ai cani che accompagnano abitualmente gli incontri, bambini e ragazzi hanno potuto conoscere cavalli, asini, pecore e altri animali, sperimentare attività nuove e soprattutto condividere l’esperienza con altre famiglie.

Merlyn, mamma di Joaquín, conserva il ricordo di tante piccole conquiste:

«È stata una bella giornata, un’esperienza che ci rimarrà nel cuore. Abbiamo visto Joaquín provare ad andare in bicicletta, anche se non sa ancora bene come gestirla, ci ha provato, e abbiamo fatto una passeggiata a cavallo; Joaquín era un po’ spaventato, ma è comunque riuscito a godersi l’esperienza».

Per Laura il piacere è stato soprattutto ritrovare qualcosa che ama:

«Laura è sempre felice quando vede gli animali e si immerge nella natura», racconta mamma Jeta.

Benjamin, invece, si è emozionato dando da mangiare alle pecore, toccando i cavalli e incontrando il gatto. Sua mamma Julia racconta la giornata come un’esperienza molto piacevole, ma anche come un’occasione per imparare a stare a contatto con gli animali e conoscerli meglio.

Esperienze diverse, unite dallo stesso contesto: bambini, genitori e animali insieme, lontano per qualche ora dall’ospedale e dalla quotidianità delle cure.

Gli animali come ponte tra le famiglie

La gita aveva anche un obiettivo preciso: creare un’occasione di incontro e socializzazione tra le famiglie.

Per Peter Pan è un aspetto fondamentale dell’accoglienza. Il difficile percorso di cura può modificare profondamente la vita familiare, interrompere abitudini e relazioni e portare a sentirsi isolati.

Per questo negli anni Peter Pan ha costruito un modello che non si limita a rispondere ai singoli bisogni, ma cerca di creare una comunità in cui le persone possano incontrarsi, riconoscersi nelle esperienze degli altri e sostenersi.

Gli IAA si inseriscono molto naturalmente in questo percorso.

Lo raccontano bene anche le parole di Marija, mamma di Uros:

«Anche se non siamo da molto tempo con voi, avevamo davvero bisogno di sentirci affiancati. In Peter Pan abbiamo trovato un punto di riferimento che ci trasmette grande sicurezza, vicinanza e supporto».

Uros ama moltissimo gli animali e per lui la gita è stata una grande gioia. Ma per sua mamma il valore della giornata è stato anche un altro:

«È stata un’esperienza preziosa per staccare dalla routine delle cure e vivere un momento di serenità insieme ad altre famiglie».

Insieme ad altre famiglie.

È qui che il benessere generato dall’incontro con gli animali può allargarsi e diventare relazione.

Un bambino osserva un altro mentre accarezza un cane. Due genitori iniziano a parlare mentre aspettano il proprio turno. Si ride insieme davanti a un asino o si condivide l’emozione per una prima passeggiata a cavallo.

Piccoli momenti che aiutano a conoscersi.

Un percorso costruito negli anni

Conclusa la gita, gli IAA continueranno negli spazi della Grande Casa, dove ormai sono diventati un appuntamento conosciuto e atteso.

Anche per Marta e per le operatrici che accompagnano le attività, il rapporto con Peter Pan si è consolidato nel tempo.

«Ormai è qualche anno che entriamo nella Casa di Peter Pan, e per noi non è un semplice posto in cui lavoriamo, è un posto dove ci sentiamo a casa, accolti e circondati da affetto».

Un percorso che coinvolge bambini e famiglie, ma anche volontari e tutte le persone che collaborano alla sua realizzazione.

«Questo percorso vive grazie a un’energia bellissima e corale, dai meravigliosi volontari che ci mettono sempre il cuore e partecipano attivamente, a chi sostiene tutto il progetto dietro le quinte. Siamo un gruppo di persone legate dalla stessa, profonda passione».

E il valore degli incontri, alla fine, Marta lo riconosce soprattutto in ciò che vede accadere:

«Vedere i bambini sorridere, rilassarsi e lasciare fuori, anche solo per qualche ora, il peso delle cure e degli ospedali è ciò che ci dà la carica ogni giorno».

Gli Interventi Assistiti con gli Animali possono partire da un gesto molto semplice: avvicinarsi, accarezzare, lasciarsi incuriosire.

Da quella relazione può nascere benessere. E dal benessere può diventare più facile aprirsi, incontrare gli altri, sentirsi parte di qualcosa.

Un modo per favorire il benessere psicofisico e costruire intorno alle famiglie una comunità capace di accompagnarle durante il difficile percorso di cura.

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